Lucio Dalla è mio fratello

Io nel 1943 non ero ancora nata, non ero ancora stata concepita. Abbiamo esattamente quarant’anni di differenza. Eppure Lucio Dalla è mio fratello.

Lucio c’era quando i miei genitori litigavano, Lucio c’era quando si baciavano. C’era mentre preparavamo il pranzo da portare al mare la domenica mattina, quando io mi sentivo importante perché avvolgevo i panini nella carta alluminio consumandone rotoli interi.

Lucio c’era mentre le cose cambiavano. C’era quando crescevo con la voglia di riscatto che mi portava via da casa.
Lucio Dalla c’era mentre cercavo di riconoscere l’amore. C’era quando pensavo di averlo capito l’amore. C’era quando poi arrivava qualcuno a dirmi che no, non avevo capito nulla. C’era quando, a casa di qualcuno per la prima volta, vedevo un giradischi in salotto e mi sentivo un po’ più a mio agio. C’era quando prendevo le mie cose e le mettevo un’altra volta in un borsone. C’era ogni volta che mi facevano sentire diversa, c’era ogni volta che, in fondo, non mi importava.
Lucio Dalla è mio fratello, c’è da quando ci sono io.

Non se ne fosse andato quel giorno di otto anni fa, Lucio Dalla oggi compierebbe 77 anni. Nel giorno del suo compleanno ecco un piccolo omaggio a lui, un artista che raccontare a parole è impossibile, ci si riesce solo con la musica. Ci si riesce solo con la sua musica.

Avrei potuto scegliere 4/3/1943. Avrei potuto scegliere Piazza Grande. Avrei potuto scegliere Caruso, Anna e Marco. Avrei potuto scegliere Canzone.
E invece ho scelto L’Anno Che Verrà.

Il ricordo del compleanno di Lucio Dalla quest’anno avviene in giorni sospesi, giorni in cui si esce poco la sera, compreso quando è festa e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra“.
Quando Lucio registra L’Anno Che Verrà é il 1978. Sono gli anni del delitto di Aldo Moro (e il dilagare del terrorismo), della morte (in condizioni misteriose) di papa Giovanni Paolo I, delle dimissioni del Presidente della Repubblica (Giovanni Leone, sospettato di corruzione), della televisione che stava piano piano diventando unico punto di riferimento. Sono gli anni di piombo.
Oggi come allora questa canzone parla di qualcosa che ancora qui non va. E allo stesso tempo, mentre il testo si srotola tra le strofe, parla di un mondo che presto potrà essere diverso, giusto.

Lucio scrive ad un amico lontano per raccontargli delle ansie collettive del suo tempo e noi oggi, nel giorno del suo compleanno, scriviamo proprio a Lucio. Per raccontargli le nostre di ansie e di speranze, che poi tanto diverse dalle sue non sono.

Buon compleanno fratello.

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